La casa bruciata e le invasioni dei turchi

La casa bruciata e le invasioni dei turchi

Durante l’ultima invasione in Friuli delle truppe mercenarie al soldo dell’impero ottomano, nel 1499, i paesi della pedemontana occidentale fino a Montereale vengono saccheggiati. Ci sono danni enormi: molte case vengono bruciate e duemila persone vengono uccise o rapite dai turchi per essere vendute ai mercati degli schiavi. A Grizzo, nei pressi della chiesetta della Fradese, cioè della Confraternita, ci sono i resti di edifici dati alle fiamme: la cjasa brusada. In molti si salvano rifugiandosi tra le mura del Castello sul Colle.

Tra coloro che vengono portati via dai turchi, c’è anche Jacopo da Malnisio, detto il Mamalucco, la cui storia è narrata in un manoscritto di Jacopo di Porcia e ricostruita da Aldo Colonnello in una pubblicazione del circolo culturale Menocchio. Jacopo diventa così bravo che viene promosso cavaliere del sultano, ne conquista la fiducia e accompagna un ambasciatore a Venezia. Qui si innamora di una ragazza e ritrova la sua famiglia, lasciando le truppe ottomane per combattere con la Serenissima.

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Palazzo Toffol Montereale Valcellina
Montereale Valcellina

Museo Archeologico in Palazzo Toffol

I luoghi in cui sorge Montereale Valcellina sono abitati da almeno tremila anni: le più antiche testimonianze di insediamenti umani risalgono infatti al XIV secolo a.C., la cosiddetta Età del Bronzo. Sono di questo periodo alcune spade riemerse dalle ghiaie del Cellina, forse a carattere votivo, legate al culto per il torrente o per una divinità legata all’acqua.

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monumento ai caduti Montereale Valcellina
Montereale Valcellina

Monumenti ai Caduti

A Malnisio il Monumento ai caduti con la solenne statua rappresentante l’Italia viene inaugurato il 4 novembre 1925 nella piazza antistante la chiesa, ma poi è ultimato solo nel 1933. Per fare spazio a quest’opera viene spostata la fontana del paese.

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