Il roiello del Pellegrin

Il roiello del Pellegrin

L’acqua corrente viene portata a San Leonardo Valcellina nel 1837 grazie all’intuizione di un contadino del luogo, Giovanni Antonio Dell’Angelo, detto il Pellegrin. Prima c’era la “laguna”, una pozza stagnante e malsana, alimentata dalle piogge, al centro della piazza.

Il Pellegrin, studiando la pendenza del Cellina, trova un modo ingegnoso per scavare un roiello capace di superare l’ostacolo dell’alta scarpata del torrente, alta venti metri. Lo fa da solo, scavando per ventisette mesi, fino a riuscire nell’incredibile impresa. Il roiello funziona fino ai primi del Novecento, quando per San Leonardo passa lo scarico delle centrali idroelettriche prima di Malnisio, poi di Giais. Il canale raggiungerà anche la centrale del Partidor, proprio a San Leonardo.

L’ingegnosa opera del Pellegrin è ricordata in un cippo alla memoria lungo il Cellina.

Scopri le altre meraviglie

Menocchio Aldo Colonnello
Montereale Valcellina

Il Menocchio, mugnaio eretico

Il mulino preso in affitto da Domenico Scandella detto Menocchio a fine Cinquecento si trova sulla riva destra del Cellina, poco più in basso rispetto alla Chiesa di Santa Maria, oggi di San Rocco.

Maggiori informazioni
monumento ai caduti Montereale Valcellina
Montereale Valcellina

Monumenti ai Caduti

A Malnisio il Monumento ai caduti con la solenne statua rappresentante l’Italia viene inaugurato il 4 novembre 1925 nella piazza antistante la chiesa, ma poi è ultimato solo nel 1933. Per fare spazio a quest’opera viene spostata la fontana del paese.

Maggiori informazioni